Come si svolgerà il catechismo: indicazioni e catechesi

In questa sezione, considerato che purtroppo le nuove restrizioni e il persistere della pandemia ci impediscono di svolgere le attività di catechismo nella normalità, il Parroco Don Franco cercherà di dare settimanalmente ai ragazzi e ai genitori indicazioni e catechesi per pregare in famiglia e trasmettere la fede ai figli.

Come si svolgerà il catechismo?

  1. partecipando alla Santa Messa della Domenica, ore 10:00 o 11:30
  2. seguendo le attività di catechesi pubblicate online
  3. incontri in presenza ogni quindici giorni, secondo quest’ordine: 1° anno di comunione, 1° anno di cresima e 2° anno di cresima.

Primo incontro di catechismo, ognuno nel giorno scelto,

  • martedì 17 novembre ore 17:00;
  • mercoledì 18 novembre ore 17:00
  • giovedì 19 novembre ore 17:00.
Secondo anno di comunione e terzo anno di cresima, ognuno nel giorno scelto:
  • martedì 24 novembre ore 17:00
  • mercoledì 25 novembre ore 17:00
  • giovedì 26 novembre ore 17:00.
N.B.: Ai genitori ricordiamo che è assolutamente necessaria la partecipazione a questi tre momenti se intendono far fare il catechismo ai propri figli e vincere le paure. Se i genitori hanno paura e non se la sentono di portare i figli, come è stato riferito tramite i catechisti, sono liberi di fare la scelta che ritengono opportuna. A tale scelta, tuttavia, seguiranno altre scelte altrettanto necessarie da parte del Parroco, che – naturalmente – non potrà consentire di far ricevere il sacramento a chi non avrà partecipato agli incontri.

Cari genitori,

collaborare con Dio per la nascita di nuove vite e trasmettere loro la fede è la più grande realizzazione della persona umana.

Come Maria contemplate, accarezzate, riscaldate la Vita. Siate santi, amatevi, educate i vostri figli nella disciplina del Signore, insegnate loro a pregare e benediteli.

Il Signore, il nostro Dio, Dio della vita sia con voi, vi benedica e faccia risplendere su di voi la luce del Suo volto.

La trasmissione della fede ai figli

Carissimi genitori,

all’inizio di questo nuovo modo di fare catechismo, pur con tutte le limitazioni di non iniziare in presenza con gli altri bambini e i catechisti, sono lieto di incoraggiarvi ad iniziare in presenza, ognuno nella propria casa, i figli con i genitori, recuperando il più antico ed efficace modello di trasmissione della fede.

La famiglia, piccola Chiesa, compie la sua originaria missione di dare la vita e irradiare il Vangelo, al punto che la stessa vita di famiglia diventa itinerario di fede e in qualche modo iniziazione cristiana.

I genitori, mediante la testimonianza della vita, sono i primi araldi del Vangelo presso i figli. Di più pregando con i figli, dedicandosi con essi alla lettura della Parola di Dio ed inserendoli la domenica, Pasqua della settimana, nell’intimo Corpo- eucaristico ed ecclesiale- di Cristo mediante l’iniziazione cristiana, diventano pienamente genitori, generatori cioè, non solo della vita carnale, ma anche di quella divina che, mediante l’opera dello Spirito Santo, scaturisce dalla croce e resurrezione di Cristo (Familiaris Consortio N° 39)

Per facilitare questa vostra missione di trasmettere la fede ai figli, come aiuto vi offro:

  1. Uno schema di preghiera che potrete usare come piccolo rituale per tutti vostri incontri e preghiere in famiglia;
  2. Ogni settimana, il giovedì, vi offrirò una paginetta con la Parola di Dio della domenica, una intenzione di preghiera e qualche “pillola” di spiritualità.

Rituale per la preghiera in famiglia

Inizio

Quando la famiglia è riunita, tutti si fanno il segno della croce, mentre il padre o la madre dice:

“Nel nome del padre e del figlio e dello Spirito Santo”
R. Amen

Saluto

Il padre o la madre dice:

“O Dio, vieni a salvarci. Signore vieni presto in nostro aiuto. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluja”

Tutti insieme, si recita l’invocazione allo Spirito Santo:

“O Signore manda il Tuo Spirito, che rinnovi la faccia della terra”

Ascolto della parola di Dio

Il padre o la madre invita i figli ed i presenti all’ascolto della Parola di Dio e uno dei figli legge il brano della Sacra Scrittura. Il padre o la madre rivolge brevi parole ai figli e ai presenti, illustrando la Parola proclamata. I figli possono fare delle domande ai genitori.

Preghiera

Si può pregare spontaneamente con le parole che escono dal cuore di ciascuno.
Padre nostro, Ave Maria, Angelo di Dio, Eterno Riposo.

Segno della pace

Tutti i presenti si scambiano un bacio di pace.

Preghiera di benedizione

I genitori tracciano sulla fronte dei loro figli il segno di Croce e chi presiede pronuncia la preghiera di benedizione:

“Il Signore ti benedica e ti custodisca. Ti mostri la sua faccia e abbia misericordia di te. Volga a te il tuo sguardo e ti dia pace. Il Signore ti benedica”

oppure prima di coricarsi “Il Signore ti conceda una notte serena ed un riposo tranquillo.”

R. Amen

“Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste norme che il Signore nostro Dio vi ha date? Tu risponderai a tuo figlio: Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente. Il Signore operò sotto i nostri occhi segni e prodigi grandi e terribili contro l’Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa. Ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato ai nostri padri di darci. Allora il Signore ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi, temendo il Signore nostro Dio così da essere sempre felici ed essere conservati in vita, come appunto siamo oggi. La giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica tutti questi comandi, davanti al Signore Dio nostro, come ci ha ordinato”

(Dt. 6, 20-25)

1° Domenica di Avvento

Inizio

Saluto e invocazione dello Spirito Santo

Breve introduzione per i genitori

I Padri della Chiesa, San Bernardo di Chiaravalle in particolare, parlano di una triplice venuta del Signore Gesù. Nella prima venuta Egli venne nella debolezza della carne, si è incarnato e si fece uomo per la nostra salvezza, nell’ultimo verrà nella maestà della gloria per giudicare i vivi e i morti. Tra queste due venute ve ne è una intermedia nella potenza dello Spirito.

Se uno mi ama e osserverà la mia parola il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora dentro di lui” (Giovanni 14, 23).

Sono beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la custodiscono nel loro cuore, nel profondo della loro anima. Oggi diamo due testi biblici che possono essere usati o in un’unica celebrazione o in due incontri separati se ci si vuole fermare un po’ di più nel dialogo con i figli.

Nel primo testo contempliamo l’Amato che viene, l’Amato che prende a dirmi insistentemente: alzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! … mostrami il tuo viso, fammi udire la tua voce. Con Gesù, con l’Amato, non solo passiamo dall’inverno alla primavera, passiamo anche dalla tristezza alla gioia, dalla paura all’amore, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita.

Ascolto della parola di Dio: leggere il Vangelo e dialogo con i figli

8 Una voce! Il mio diletto!
Eccolo, viene
saltando per i monti,
balzando per le colline.
9 Somiglia il mio diletto a un capriolo
o ad un cerbiatto.
Eccolo, egli sta
dietro il nostro muro;
guarda dalla finestra,
spia attraverso le inferriate.
10 Ora parla il mio diletto e mi dice:
«Alzati, amica mia,
mia bella, e vieni!
11 Perché, ecco, l’inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n’è andata;
12 i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.
13 Il fico ha messo fuori i primi frutti
e le viti fiorite spandono fragranza.
Alzati, amica mia,
mia bella, e vieni!
14 O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce,
perché la tua voce è soave,
il tuo viso è leggiadro» (Cantico 2, 8-14)

Nel dialogo con i figli sarebbe bello condividere come stiamo vivendo il momento attuale della pandemia e che cosa chiediamo al Signore. È bene che parlino sia i figli che i genitori.

Nel secondo testo, contempliamo l’Annuncio dell’Angelo a Maria. Maria accoglie nel suo cuore e nella sua anima la Parola del Signore “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua Parola” (Luca 1,38). La parola annunziata, diventa la parola accolta, la parola accolta diviene la parola incarnata e già compiuta: è Gesù già vivente nel grembo di Maria. Maria è beata perché ha creduto; perché ha creduto, immediatamente è divenuta la madre del Signore.

26 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei. (Luca 1,26-38)

 

L’Avvento è un tempo di gioia e di attesa come quando la mamma attende la nascita del suo bambino.

Sarebbe bello che i bambini chiedessero ai genitori (ovviamente, in particolare, alla mamma):

Come avete vissuto il tempo in cui aspettavate la mia nascita?

La risposta sincera dei genitori per i figli sarà un bel “regalone di Natale”.

Preghiere come da rituale, segno della pace e preghiera di benedizione

“O cieli piovete dall’alto

O nubi mandateci il Santo

O terra apriti o terra e germini il Salvatore”

Intenzione di preghiera

Proteggi, custodisci, santifica tutte le nostre famiglie. Difendici dal maligno. Dacci il nostro pane quotidiano, dacci sempre il nostro amore quotidiano.

Solennità di N.S. Gesù Cristo Re dell’Universo

Inizio

Saluto e invocazione dello Spirito Santo

Breve introduzione per i genitori

Carissimi,

così recita il Credo Niceno-Costantinopolitano. “Gesù Cristo nostro Signore per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al Cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine”.

Nel Vangelo dell’odierna Solennità contempliamo Gesù seduto sul trono della sua gloria. Egli giudicherà i vivi e i morti. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre. Saremo giudicati dall’Amore e se abbiamo amato come Lui. Si compiranno le beatitudini, i giusti erediteranno il regno di Dio preparato per loro fin dalla fondazione del mondo. Gli empi saranno cacciati “via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli”.

Ascolto della parola di Dio: leggere il Vangelo e dialogo con i figli

31 Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».” (Matteo 25,31-46)

Preghiere come da rituale, segno della pace e preghiera di benedizione

Intenzione di preghiera

“Venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Vieni, vieni presto Signore Gesù!”

Pillole catechistiche

I NOVISSIMI: morte, giudizio, inferno, paradiso

MISTERO DELLA FEDE:

Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua resurrezione, nell’attesa della tua venuta.

33° Domenica del tempo ordinario

Inizio

Saluto e invocazione dello Spirito Santo

Breve introduzione per i genitori

Questa settimana il Vangelo di San Matteo presenta la parabola dei talenti. Meravigliamoci per l’agire del padrone, cioè del Padre, che ci dona tutto gratuitamente e ci dà fiducia, lasciandoci il compito di far fruttificare i suoi doni per lo sviluppo del suo regno.

San Cirillo di Gerusalemme in una catechesi molto bella sulla fede e il simbolo della fede dice: “perciò, fratelli, conservate con ogni impegno la tradizione che vi viene trasmessa e scrivetene gli insegnamenti nel più profondo del cuore… ricordate che avere fede significa far fruttare la moneta (i talenti sono il deposito della fede) che è stata posta nelle vostre mani. E non dimenticate che Dio vi chiederà conto di ciò che vi è stato donato. Vi scongiuro”, come dice l’Apostolo, “al cospetto di Dio che dà la vita a tutte le cose, e di Cristo Gesù, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato” (I Tim. 6, 13), conservate intatta fino al ritorno del Signore nostro Gesù Cristo questa fede che vi è stata insegnata. Ti è stato affidato il tesoro della vita, e il Signore ti richiederà questo deposito nel giorno della sua venuta (San Cirillo di Gerusalemme, catechesi V sulla fede e il simbolo della fede 12-13; P.G. 519-523).

Che gioia poter restituire al Padre celeste la sua Parola compiuta, che allegria sentirsi dire “bene, servo buono e fedele sei stato fedele nel poco, ti darò autorità sul molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Ci liberi il Signore dall’essere servi malvagi e pigri rischiando di sentirci dire “e il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Ascolto della parola di Dio: leggere il Vangelo e dialogo con i figli

14 Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. 16 Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. 17 Allo stesso modo, quello dei due talenti ne guadagnò altri due. 18 Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: “Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. 21 Il suo padrone gli disse: “Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”. 22 Poi, si presentò anche quello dei due talenti e disse: “Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. 23 Il suo padrone gli disse: “Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”. 24 Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo, e disse: “Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo”. 26 Il suo padrone gli rispose: “Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l’interesse. 28 Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. 29 Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. 30 E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti” (Matteo 25,14-30)

Preghiere come da rituale, segno della pace e preghiera di benedizione

Intenzione di preghiera

“Eccomi, sono la serva del Signore, si compia in me la Sua parola”

Preghiera di benedizione

Piccolo deposito della fede: due note bibliche sulla creazione

1. Genesi 1,27. Maschile e femminile.

La creazione dell’essere umano (eb. ‘Adàm) “a immagine e somiglianza” di Dio, come maschio e femmina, lascia intuire il profondo mistero dell’essere divino stesso, il quale, del tutto estraneo a qualsiasi connotazione sessuale (Gv. 4,24; I Gv. 1,5; 4,8), include però in sè, in modo ineffabile e supremo, la perfezione di entrambi i generi (Is. 42,14; 49,15; 66,13). Se la donna (‘ishàh) proviene dall’uomo (‘ish), quest’ultimo è chiamato tale solo dopo la creazione della donna (Genesi 2,23). Lungi da ogni forma di maschilismo o femminismo è quindi nella loro correlazione e piena reciprocità nell’amore, ma senza confusione (Dt. 22,5), che essi esprimono il mistero della comunione trinitaria e dell’alleanza tra Dio e l’umanità, tra Cristo e la Chiesa (I Cor. 7,3-4; 11,1-16). Il marito rappresenta l’iniziativa d’amore e servizio offerto da Dio in Cristo Sposo; la moglie manifesta la libera e spontanea adesione dell’umanità Chiesa-Sposa, beneficiaria dell’alleanza (Ef. 5,21-32). Tale comunione nella distinzione (pericoresi), radicata nel mistero trinitario e cristologico, comporta totale parità di dignità (Gal. 3,28), nella differenza dei ruoli ( 1 Tm. 2,9-15). Passando per il Ct., la dinamica nuziale, che affiora in origine, attraversa la Bibbia e culmina nelle nozze dell’agnello (Ct. 2,16; Ap. 19-22). Cf. nota a Gv. 4,53 e Ad Ap. 12,1).

 

2. Genesi 3,20. Adamo/Eva.

Eva, chiamata qui “madre di tutti i viventi” e Adamo “padre del mondo” (Sap. 10,1) sono creati da Dio “maschio e femmina”, a sua immagine e somiglianza, per essere “un’unica carne” e fecondi (Gen. 1,26-28; 2,24, Mt. 19, 4-5). Dio plasma Adamo dalla terra (‘adamàh): da essa è tratto e prende nome (‘adàm può indicare sia l’uomo sia il genere umano) e lo anima con uno spirito di vita. Eva è plasmata dalla costola di lui dormiente (Gen. 2, 7. 21-23): per la creazione della donna l’ebraico. Usa il verbo hanàh (Gen. 2,22), let. “costruire”, impiegato anche per l’edificazione di una casa e di una famiglia, come quella di Davide (2 Sam. 7, 11). Se in ebraico la donna (‘ishàh) prende nome dall’uomo (‘ish), è pur vero che, solo dopo la creazione di Eva Adamo è chiamato uomo, come ad indicare che solo in lei trova la sua identità, un aiuto che “gli sta di fronte” (Genesi 2, 18. 20-23), il che segnala uguale dignità nella differenza d’identità e di ruoli. Scacciati dall’Eden per il peccato di origine (Gen. 3), Dio li cerca e li solleva (Sap. 10,1) così come fa con l’umanità, che essi riassumono, nella storia di salvezza che culmina in Cristo, “figlio di Adamo” (Lc. 3,38): il peccato e la morte del primo Adamo sono vinti per grazia e giustificazione del nuovo (Rm. 5. 12-21; 1 Cor. 15-22). La Chiesa è la “donna” (Ap. 12, 1), nuova Eva e sposa di Cristo (Ef. 5, 25-27. 31-32), sorta dal costato di lui “dormiente” sulla Croce (Giovanni 19, 34) è animata dal suo Spirito vivificante (Gv. 19, 30; I Cor. 15, 45-49). È Cristo la discendenza della donna profetizzata giù in Gen. 3 ,15, di Maria, la quale a sua volta è “la donna” (Gv. 2,4; 19 26-27; Ap. 12,1), la nuova Eva, madre di tutti i viventi.

Domanda: Chi ci ha creato?
Risposta:
ci ha creato Dio
Domanda:
Perché Dio ci ha creato?
Risposta:
Dio ci ha creato a sua immagine e somiglianza, maschio e femmina, ci ha creati per amore e per amare

A proposito del deposito della fede vi invitiamo anche, magari in un altro giorno, a leggere con i figli questa bella lettera del Cardinal Bassetti sull’Eucarestia centro della vita cristiana e con i bambini, alla fine, pregare per il Cardinale e perchè nella Chiesa si riscopra la bellezza della celebrazione eucaristica.

32° Domenica del tempo ordinario

Inizio

Saluto e invocazione dello Spirito Santo

Breve introduzione per i genitori

A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo Sposo! Andategli incontro!”.

Attraverso la parabola delle 10 vergini Cristo, Sposo della Chiesa, ci invita a vegliare e a tenerci pronti per il banchetto nuziale con Lui nella Gerusalemme celeste.

La lampada, sia la lampada portatile, sia la menoràh, il candelabro con 7 lampade, posto nella tenda e nel tempio, doveva risplendere ininterrottamente come simbolo della presenza di Dio e simbolo della vita. Se Dio è detto “lampada” è perché la sua Parola illumina e al contempo dona la vita: con la Sua luce consente di attraversare le tenebre. Nel mondo è venuto Gesù, la luce vera, che illumina ogni uomo. La Chiesa, luce delle genti, è rivestita della luce di Cristo risorto. La Chiesa, come Vergine Sposa, vive con le lampade accese. Nell’attesa dello Sposo, si prepara alle nozze con l’agnello. Lo Spirito e la Sposa dicono “Vieni!”. E chi ascolta, ripeta “Vieni!”.  …Sì, “Vengo presto!”. Amen. “Vieni Signore Gesù” (Apocalisse 22, 17.20)

Ascolto della parola di Dio: leggere il Vangelo e dialogo con i figli

1 Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; 4 le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. 5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. 6 A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. 9 Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 10 Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. 13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Matteo 25,1-13)

Breve nota catechistica

Un’autentica iniziazione cristiana conduce gradualmente a mettere la propria vita sotto la Parola di Dio, perché il cristiano, reso vigilante e con la lampada accesa, in attesa del Signore, diventi egli stesso “lampada” posta sul candelabro (Matteo 5, 14-15).

  • Nel battesimo, con Cristo, sepolti con lui nella morte, con Lui risorgiamo alla vita immortale;
  • Unti di Spirito Santo col sacro crisma diveniamo membra vive del corpo di Cristo che è la Chiesa;
  • La veste bianca non solo significa la distruzione del peccato originale, ma anche la vita immortale che prende dimora dentro di noi; l’uomo nuovo rivestito di santità e grazie; le opere buone, che con la grazia di Dio possiamo e dobbiamo fare. La veste bianca è anche la nostra prima veste nuziale;
  • La candela accesa dal cero pasquale, segno di Cristo Luce, indica la fede e l’amore che vanno sempre alimentati in noi dallo Spirito Santo e dalla trasmissione della fede;
  • L’Effeta apriti” è l’apertura delle orecchie all’ascolto della parola di Dio e l’apertura della bocca alla lode di Dio e all’annunzio del Vangelo.

Preghiere come da riturale, segno della pace e preghiera di benedizione

Intenzione di preghiera

Donaci Signore di vivere sempre vigilanti nell’attesa, operosi nella carità, esultanti nella lode.

Pillola spirituale

Santa Teresa D’Avila

Le ultime parole prima di morire di Santa Teresa D’Avila, una vera innamorata di Gesù: “Sposo, ormai è l’ora che ci vediamo”.

 

Chiara Corbella Petrillo

Il 12 giugno, in un clima di pianto e festa insieme, Chiara Corbella, insieme con i familiari e le persone più strette, celebra l’Eucarestia. Chiara è felice, bella, luminosa. Parla e ride con i presenti in un’atmosfera di straordinaria serenità. Il Vangelo è quello di Matteo, l’episodio quello in cui Gesù dice ai suoi discepoli: “voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo” (Matteo 5, 13-16)

… Padre Vito le chiede se questa luce del mondo che per non rimanere nascosta viene posta sul candelabro è Gesù. Chiara annuisce. Poi le chiede qual è il candelabro di Gesù “e lei ha detto: “il candelabro è la Croce”. E allora le ho detto: “Chiara, sei luminosa perché stai sul candelabro con Gesù”. E lei, che prima magari si scherniva – racconta Padre Vito – in quel momento ha fatto un sorriso meraviglioso e ha confermato: “si, è così!”.”  (Simone Troisi e Cristiana Paccini, Siamo nati e non moriremo mai più, pagg. 205-206 – Edizione San Paolo)

Solennità di Tutti i Santi 2020

Inizio

Saluto e invocazione dello Spirito Santo

Breve introduzione per i genitori

La solennità di Tutti i Santi ci mostra il volto bello della Chiesa. Lo riconosciamo nei volti luminosi della moltitudine immensa dei Santi che avvolti in bianche vesti, in piedi davanti al trono e all’Agnello, gridano a gran voce “la salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello”, adorano Dio dicendo: “Amen! Lode, Gloria, Sapienza, Azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”.

Questo giorno e questa assemblea festosa dei Santi ci ricorda la comune vocazione alla santità di tutti i cristiani.

Il Vangelo di oggi, le Beatitudini, ci dice chiaramente che il tesoro della nostra vita è nel cielo “rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.

Beati! si, ma pellegrini fra le tribolazioni e le persecuzioni del modo, le promesse e le consolazioni di Dio.

Ascolto della parola di Dio e dopo la lettura dialogo con i figli

1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3 «Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4 Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
5 Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8 Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9 Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Matteo 5,1-12a)

Da imparare a memoria

Domanda: Qual è la nostra grande e santa chiamata.

Risposta: La santità. Dall’eternità Dio ci ha chiamati ad essere santi ed immacolati nell’amore.

Preghiere come da rituale, segno della pace e preghiera di benedizione

Intenzione di preghiera

Benedici, custodisci, santifica la tua Chiesa.

Signore facci Santi e noi saremo Santi.

 

Pillole di santità

Anche se ci dilunghiamo un po’, offriamo due giovani testimoni di santità:

BEATO CARLO ACUTIS nato al cielo a 15 anni il 12 ottobre 2006. Beatificato l’11 ottobre 2020.

Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie” “la nostra meta deve essere l’infinito, non il finito. L’infinito della nostra Patria. Da sempre siamo attesi in Cielo

Per arrivare alla santità, cioè la nostra felicità eterna, per orientarsi verso la Meta (il Cielo) e non morire “come fotocopie”, Carlo diceva che la nostra bussola deve essere la Parola di Dio, con cui dobbiamo confrontarci costantemente. Ma per una Meta così alta servono dei Mezzi specialissimi: i Sacramenti e la preghiera. In particolare Carlo metteva al centro della propria vita il Sacramento dell’Eucarestia, che chiamava “la mia autostrada per il Cielo”. Ammesso alla Prima Comunione a soli 7 anni, da allora non mancò mai all’appuntamento quotidiano con la Santa Messa e la recita del Santo Rosario. Cercava sempre di fare un poco di Adorazione Eucaristica, convinto com’era che, stando dinanzi a Gesù Eucarestia, si diventa Santi.

 

CHIARA LUCE BADANO nata e volata al Cielo il 7 ottobre 1990 a 19 anni. Beatificata il 25 settembre 2010.

A sette anni e mezzo riceve Gesù Eucarestia e in un pensierino scrive “Tu ci dai il Pane, Tu ci dai il Tuo Amore. Aiuta noi pure a donare ciò che abbiamo ricevuto, pane e amore”.

Riceve dal parroco un Vangelo, lo legge e lo rilegge, lo medita e scrive “Ho riscoperto il Vangelo sotto una nuova luce. Ho capito che non ero una cristiana autentica, non lo vivevo fino in fondo. Ora voglio fare di questo magnifico libro il mio unico scopo della vita… come per me è facile imparare l’alfabeto, così deve esserlo anche vivere il Vangelo”.

Amare tutti, amare sempre, amare per prima e non attendersi il ritorno”.

Io devo compiere istante, per istante, la volontà di Dio, devo stare al gioco di Dio

A soli 11 anni e mezzo scopre Gesù Abbandonato, ossia il Crocifisso. Lo vede nelle difficoltà, nelle sofferenze e nelle contrarietà. Afferma determinata e serena: “scelgo Gesù come mio primo sposo, preparandomi per quando viene: PreferirLo!”.

Al risveglio da una operazione sussurra “perché Gesù, perché? “E subito aggiunge: “se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io!”

Tre mesi prima di morire scrive a Chiara Lubich “riuscirò anch’io ad essere fedele a Gesù Abbandonato, e a vivere per incontrarlo?… Mi sento così piccola e la strada da compiere è così ardua, spesso mi sento sopraffatta dal dolore. Ma è lo Sposo che viene a trovarmi, vero?”… 19 luglio 1990

Si prepara all’incontro con Gesù, prepara la sua festa di Nozze, prepara accuratamente la liturgia del suo funerale come una festa, si fa preparare l’abito da sposa e lo fa provare alla sua amica Chicca Coriasco. E’ pronta per le Nozze, accoglie lo Sposo che viene, e vola in Cielo con il suo Gesù Abbandonato il 7 ottobre 1990. Prima di morire alla mamma dice: “ciao, sii felice, io lo sono!

La consegna di Chiara Luce: “i giovani sono il futuro, io non posso più correre però vorrei passare la fiaccola come alle Olimpiadi. I giovani hanno una vita sola e vale la pena di spenderla bene

Commemorazione dei fedeli defunti 2020

Inizio

Saluto e invocazione dello Spirito Santo

Breve introduzione per i genitori

Il 2 novembre è il giorno del ricordo dei fedeli defunti, in special modo delle persone care con le quali abbiamo vissuto condividendo affetti, gioie e tribolazioni. Ora, nella comunione dei Santi, questa comunanza di vita prosegue nel segno della preghiera e dell’intercessione. È anche il giorno della speranza “che non delude”.

La preghiera cristiana per i defunti – che caratterizza l’intero mese di novembre – non può avvenire se non nella luce della Resurrezione di Cristo. Dice infatti l’apostolo Paolo: “se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede… se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è resuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti” (1 Corinzi, 15,17-19/20).

Il mondo di oggi ha più che mai bisogno di scoprire il senso di vivere e di morire nella prospettiva della vita eterna. Al di fuori di essa, la cultura moderna, nata per esaltare l’uomo e la sua dignità, si trasforma paradossalmente in cultura di morte, perché, smarrito l’orizzonte di Dio, si trova come prigioniera del mondo, si impaurisce e dà luogo purtroppo a molteplici patologie personali e collettive.

Il Vangelo di oggi ci svela la volontà di Dio che Gesù nostra salvezza è venuto a compiere: “chi crede nel Figlio ha la vita eterna: e io lo resusciterò nell’ultimo giorno

Ascolto della Parola di Dio, leggere il Vangelo e dialogo con i figli

37 Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, 38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39 E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno. 40 Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno». (Giovanni 6, 37-40)

L’eterno riposo (Se non si conosce imparare a memoria)

Preghiere come da rituale, segno della Pace e preghiera di benedizione

Intenzione di preghiera

Ai tuoi fedeli defunti dona Padre il perdono dei peccati, l’eterno riposo e la luce del Tuo Volto in Paradiso.

NOTA: sarebbe bello in questi giorni andare al Cimitero insieme ai figli e fare una preghiera per i fedeli defunti.

 

Pillola spirituale

“La mia anima non smetta mai di lodare il Signore che non finisce mai di elargire doni. E’ dono di Dio se da peccatore sei chiamato alla giustizia; dono di Dio se sei sostenuto perché tu non cada; dono di Dio che ti venga data la forza di perseverare sino alla fine; sarà dono di Dio anche la resurrezione del tuo corpo morto, cosicchè neppure uno dei capelli del tuo capo vada perduto; sarà dono di Dio la glorificazione dopo la resurrezione; e, infine, sarà ancora dono di Dio poterlo lodare continuamente nell’eternità (San Carlo Borromeo – omelia del 4 settembre 1583)”.

30° Domenica del Tempo Ordinario

Inizio

Saluto e invocazione dello Spirito Santo

Breve introduzione per i genitori

Il Vangelo di domenica prossima ci presenta un dottore della legge che interroga Gesù su quale è nella Legge il grande comandamento.

Gesù risponde che “amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” e il Grande e Primo comandamento.

Non è però il solo comandamento, ve n’è un secondo “amerai il tuo prossimo come te stesso”.

Sappiamo poi come Gesù ha compiuto e sintetizzato tutto nel suo Amore al Padre e a noi fino alla morte di croce. Donandoci se stesso e lo Spirito Santo ci darà anche il comandamento nuovo “come io vi ho amato così amatevi voi gli uni gli altri”.

Ascolto della Parola di Dio e dopo la lettura dialogo con i figli

34 Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme 35 e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 36 «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». 37 Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38 Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. 39 E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Da imparare a memoria

Domanda: perché Dio ci ha creato?

Risposta: per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e poi goderlo in paradiso

(dal catechismo di San Pio X)

Preghiere come da rituale, segno della pace, preghiera di benedizione

Intenzione di Preghiera

Per la giornata missionaria mondiale

Signore invia tanti e santi operai nella tua messa. Rendici santi e testimoni veraci del tuo amore, della tua santità. Santifica le nostre famiglie

Pillole Spirituali

“Beato il monaco che, dopo Dio, considera tutti gli altri uomini come Dio” (Evagrio Pontico, trattato sulla preghiera, n° 123).

In Chiesa, entra per pregare, esci per amare” (Suor Maria Laura Mainetti, martire che sarà presto beatificata)

Prima di crearci, Dio ci amava” (Santa Giuliana di Norwich)